Milano, capitale degli impiegati stressati

MILANO -- Lavoro, lavoro e ancora lavoro. E i milanesi sono stressati. Eh sì, il capoluogo lombardo si aggiudica il triste primato di "Capitale degli impiegati stressati". E allo stress segue l'uso sempre maggiore di psicofarmaci. A lanciare l'allarme è l'assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi.
E' un fenomeno in continuo aumento quello dell'uso - o meglio dell'abuso - di psicofarmaci come antistress. "Gli esperti stanno registrando un abuso di psicofarmaci correlati allo stress da lavoro - ha detto Landi durante il convegno "Salute sul lavoro", tenutosi a Palazzo Marino - e Milano spicca negativamente per il record di casi del genere".
Lo stress da lavoro è sempre più diffuso: si va da una fase moderata che permette il recupero totale, a una più intensa con conseguente accumulo dello stress, fino ai casi più gravi in cui l'affaticamento emotivo è permanente e dannoso. "L'instabilità emotiva - spiega Landi - si ripercuote pericolosamente anche nella vita familiare. E riguarda non solo i dipendenti degli uffici o gli operai, ma anche le casalinghe, che spesso vivono un profondo stato di solitudine, aggravato dal mancato riconoscimento del loro ruolo. Una fonte enorme di stress".
"Sono state condotte diverse indagini - osserva Pietro Penati, coordinatore del servizio di sorveglianza sanitaria per la tutela della salute dei lavoratori della Regione Lombardia - e tutte hanno confermato che circa il 50 per cento dei lavoratori italiani è afflitto o affetto da stress da lavoro".
"I sintomi dello stress da lavoro sono molto comuni - spiega ancora Penati -. Vanno dall'alterazione del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa a problemi all'apparato digerente, iperidrosi, formicolii. Sul fronte psichico i campanelli d'allarme sono ansia e aggressivitá, perdita di autostima fino alla depressione".
Greta Consoli



