Marte plasmato da un'enorme meteora

WASHINGTON, Usa -- Marte è noto per avere caratteristiche molto diverse nei due emisferi. La regione settentrionale infatti è pianeggiante, mentre quella meridionale è molto più mossa. In passato sono state avanzate varie ipotesi per spiegare tale dicotomia, ma tutte non spiegavano appieno la situazione. Ora, una nuova congettura avanzata su "Nature" potrebbe spiegare il fenomeno in tutte le sue sfaccettature.
La diversità dei due emisferi sarebbe da ricercare in un unico violentissimo impatto accaduto all’inizio della storia del pianeta. Lo scontro avrebbe causato la formazione di un enorme cratere, oggi chiamato "Bacino Boreale", che possiede un diametro di circa 10mila chilometri e che risulterebbe il più grande tra quelli noti nel Sistema Solare.
La tesi è sostenuta da tre ricerche, la prima delle quali è stata condotta dal Massachussetts Insitute of Technology e dalla Nasa. Essa descrive il cratere di forma ellittica ipotizzandone la formazione a seguito di un gigantesca collisione "obliqua".
Il secondo studio, realizzato dai planetologi del California Institute of Technology, sostiene, attraverso simulazioni al computer, che la ricostruzione dell’impatto concorda con le condizioni che ora vi sono sulla superficie. La terza ricerca, ad opera della University of Santa Cruz, illustra il comportamento della crosta a seguito di collisioni provocate da altri corpi celesti.
Lo studio con i modelli al computer sostengono che l’energia dell’impatto fu pari a quella rilasciata dall'esplosione di milioni di miliardi di tonnellate di tritolo. Al momento dell’impatto il corpo aveva probabilmente una temperatura tra i 30 ed i 60 gradi centigradi e viaggiava a una velocità di 6-10 chilometri al secondo. Dai calcoli effettuati, il suo diametro doveva aggirarsi presumibilmente tra i 1.600 e i 2.700 chilometri.
Secondo i geologi potrebbe essere avvenuto circa quattro miliardi di anni fa. Spiega Margarita Marinava, una delle ricercatrici dello studio: "In principio, abbiamo dubitato che un singolo impatto avesse potuto causare l’innalzamento e l’assottigliamento della crosta caratteristico della regione del Nord perché si pensava che un singolo impatto avrebbe originato un'impronta circolare e non ellittica, come invece è quella visibile su Marte".
"Il bordo del cratere, inoltre, - continua Marinava - non è così evidente come in altri casi e, infine, si pensava che un solo urto di immensa portata potesse determinare la formazione di un oceano di lava che avrebbe investito un’ampia regione del pianeta, cancellando ogni traccia, ma poi i vari tasselli ci hanno portato alla conclusione che tutto si è potuto realmente verificare con un solo impatto".
Luigi Bignami



