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Il Cern: "L'Lhc è sicuro"

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GINEVRA, Svizzera -- Non ci sono rischi: l'Lhc è sicuro sia per l'uomo che per l'ambiente. E' quanto emerso dal nuovo report sull'acceleratore redatto da un gruppo di scienziati del Cern di Ginevra, dell’Università di Santa Barbara in California e dell’Istituto per la Ricerca Nucleare dell’Accademia delle Scienze della Russia.

Il 20 giugno scorso, il Council del Cern ha ascoltato le notizie relative ai progressi verso il momento dell’accensione dell’acceleratore di particelle LHC, il fiore all’occhiello del Laboratorio. Il collaudo di Lhc, lungo ben 27 chilometri, è cominciato lo scorso gennaio con il raffreddamento del primo degli 8 settori.

Oggi 5 settori hanno già raggiunto, o sono vicini a raggiungere, la temperatura di operazione di 1.9 gradi sopra lo zero assoluto e i rimanenti 3 si stanno avvicinando a questa temperatura. Quando tutti i settori saranno raffreddati si completeranno i test elettrici in tempo per l’arrivo dei primi fasci, attualmente previsto per agosto.

“Il raffreddamento sta procedendo bene” - ha detto Robert Aymar Direttore generale del Cern - “e ci aspettiamo di giungere quanto prima alla partenza di Lhc”.

Quest’estate, quando entrerà in funzione, Lhc farà scontrare fasci di protoni alle energie più alte mai prodotte in un acceleratore di particelle. L’energia delle collisioni di Lhc è però modesta se comparata all’ energia dei protoni provenienti dai raggi cosmici che attraversano l’atmosfera terrestre da miliardi di anni.

“L'Lhc è l’acceleratore di particelle più potente al mondo” ha detto Aymar “ma l’Universo ne possiede di molto più potenti. L'Lhc ci consentirà di studiare nel dettaglio e sotto condizioni controllate ciò che la natura sta già facendo da miliardi di anni”.

“L’accensione imminente del nuovo acceleratore  rappresenta una soddisfazione particolare per la comunità scientifica italiana che è stata protagonista delle varie fasi della costruzione e lo sarà nella raccolta dei nuovi dati e nella loro analisi” ha commentato Roberto Petronzio, presidente dell’Istituto Nazionale di fisica Nucleare (Infn) e delegato scientifico del Council del Cern.

L'Lhc è soggetto a numerosi controlli che concernono tutti gli aspetti di sicurezza e impatto ambientale.  L’ultimo di questi, riguarda l’esistenza o meno di pericoli collegati alla creazione di nuove particelle con l’acceleratore, ed è stato discusso dal Council in questo meeting.

Il nuovo Report, che va a aggiornare il precedente del 2003, con nuovi e recenti dati, conferma e rafforza le conclusioni del Report del 2003: non ci sono motivi di preoccupazione. Il Report è stato redatto da un gruppo di scienziati del Cern, dell’Università di Santa Barbara in California e dell’Istituto per la Ricerca Nucleare dell’Accademia delle Scienze della Russia.

“Con questo Report il Laboratorio ha superato tutti gli obblighi richiesti in termini di sicurezza e impatto ambientale per garantire che questa nuova ed entusiasmante infrastruttura di ricerca operi in condizioni di totale ed assoluta sicurezza” ha detto Aymar.

Il Report è stato approvato dal Scientific policy commitee (Spc) una commissione che fornisce raccomandazioni al Cern sulle questioni scientifiche. Un Comitato di 5 scienziati indipendenti, tra cui un premio Nobel,  ha riesaminato e giudicato valido l’approccio degli autori del Report le cui argomentazioni sono sostenute da evidenze scientifiche inconfutabili giungendo alla medesima conclusione: le nuove particelle prodotte da Lhc non costituiscono in alcun modo un rischio.

Il Comitato di scienziati indipendenti ha presentato le sue conclusioni alla riunione di questa settimana dell’Spc ed i 20 membri del comitato ne hanno approvato le conclusioni all’unanimità.

“E’ stato giusto da parte del Direttore Generale prevedere un formale studio specifico sulle questioni della sicurezza che esaminasse anche gli scenari piu’ improbabili” ha detto il Presidente del Council Torsten Akesson. “Questo nuovo rapporto giunge alla conclusione che non esistono rischi, posizione sostenuta anche dai 20 esperti indipendenti che formano l’Spc.”

Il nuovo rapporto e’ corredato da un sommario in linguaggio non tecnico. Tutti i documenti relativi alla sicurezza e all’impatto ambientale di Lhc sono disponibili sul sito del Cern.

Photocourtesy of Cern

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