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WASHINGTON, Usa -- Il mondo della Rete ha rivoluzionato la capacità di conoscere, leggere, memorizzare informazioni. Un cambiamento in negativo secondo la rivista statunitense Atlantic, che ha definito la generazione Web una generazione di stupidi e deconcentrati. Secondo il mensile Usa Internet ridurrebbe anche la capacità di lettura. L'articolo ha raccolto molti consensi.
E' un duro affondo quello fatto dall'Atlantic al Web. Secondo il direttore della rivista Nicholas Carr, che ha basato le sue ipotesi anche su studi molto seri, come quello dello University College di Londra, l'uso della Rete incide negativamente sui nostri meccanismi mentali. In particolare sulla lettura, la selezione e la memorizzazione dei dati. Insomma, ci deconcentra.
L'articolo, dal titolo "Is Google making us Stoopid?" (cioè, "Google ci rende stupidi?"), ha incontrato diversi pareri favorevoli: "È vero - concorda l’intellettuale britannico Andrew Sullivan, collaboratore dell'Atlantic -, immersi come siamo nel "multitasking mentale" appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link".
Secondo il mensile americano Internet fa perdere anche il desiderio di leggere. E' dello stesso parere il premio Pulitzer Leonard Pitts, che dice: "Leggo l’Atlantic e scopro di non essere il solo che sta perdendo l’abitudine alla lettura. Ormai riesco a digerire la scrittura solo a piccoli blocchi."
"Sono sensazioni - precisa Carr, attivissimo blogger e de sperto della tecnologia -, non pretendo di illustrare una verità scientifica. Del resto anche nel XV secolo Gutenberg fu messo sotto accusa da chi riteneva che la stampa avrebbe avuto un impatto disastroso sulla struttura sociale. Quindi farete bene ad essere scettici del mio scetticismo".
Ma l'idea che la Rete abbia innescato un processo di controllo sempre più vasto sulla realtà, con effetti collaterali e indesiderati sulle persone, non è nuova. Google è da tempo nel mirino per la sua pretesa di organizzare "tutta la conoscenza de mondo" e per il fatto che riesce a memorizzare tutte le risposte date nei dieci anni dalla nascita. Da parte sua il colosso di Mountain View ha promesso che userà questi dati solo per migliorare i servizi.
