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Clinica Santa Rita: l'orrore dalle carte

Autore: tetragono
Data di creazione 10/06/2008 - 12:45
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MILANO - Sono agghiaccianti gli episodi che emergono dall'indagine sulla clinica privata Santa Rita di Milano. Duecentonove pagine di orrori che illustrano anche l'operato di tre medici di chirurgia toracica accusati di 86 lesioni gravi e omicidi. Secondo il gip Micaela Serena Curami i tre dottori non hanno avuto considerazione per la sofferenza dei pazienti, anzi, l'hanno aumentata.

"In tutti i casi la sofferenza cagionata da inutili se non dannosi interventi chirurgici diventa il mezzo per procurarsi guadagni", commenta il gip Curami, a scapito di "pazienti inermi e debilitati, molto spesso anziani e grandi anziani".

Molti casi sono inspiegalibili. A cominciare da quello di una 75enne, a cui viene fatta una quadrantectomia a una mammella. Ma l'operazione non era necessaria. Bastava un piccolo intervento in day hospital. Una 42enne aveva un nodulo di 5 millimetri e un noduletto di grasso: le hanno tolto l'intera mammella con svuotamento ascellare. Sarebbe stato sufficiente un prelievo con ago.

Ad una ragazza 18enne invece, affetta da un semplice fibroadenoma benigno, i medici le hanno devastato il seno, con un "intervento ampio, indicato nei tumori maligni", mentre sarebbe bastata un'anestesia locale per risolvere il problema.

Questi sono solo alcuni degli episodi giudicati "inspiegabili" dal gip che coordina l'inchiesta. Un altro caso è quello di una paziente di 51 anni, operata alla mammella sinistra, che le è stata demolita senza trovare il tumore maligno visibile nell'ecografia. Secondo quanto si legge sulle pagine dell'ordinanza cautelare il tumore le è stato tolto in seguito, "con grave ritardo" e in un secondo intervento "inadeguato e molto demolitivo".

Il registro elenca anche una serie interminabile di interventi ai polmoni che hanno peggiorato le condizioni dei pazienti. Com'è successo per un 38enne, affetto da polmonite ed epatite C, a cui hanno tolto un pezzo di polmone. Un altro 71enne ha la polmonite con versamento pleurico, patologia curabile con un drenaggio. Invece l'hanno operato. Una 88enne operata tre volte poteva essere operata una sola volta. E ogni intervento costava 12mila euro.

Uno degli omicidi contestati (nel senso che i medici hanno accettato il rischio che i malati morissero) è quello di un 85enne con problemi di cuore. I dottori sospettano un tumore al polmone, ma invece di fargli un prelievo con ago da biospia lo portano in sala chirurgica nonostante il "rischio elevato".

Questo caso è stato definito dal gip Curami "di gravità estrema". Brega Massone, il primario di Chirurgia toracica che si è autodefinito "l’Arsenio Lupin della chirurgia" e il suo stretto collaboratore Pietro Fabio Presicci, entrambi arrestati, lo stanno operando, ma l'uomo muore. Un "caso sconcertante" secondo il perito Sartori.

Da un'intercettazione sono emerse le dichiarazioni shock di Renato Scarponi, dottore della Santa Rita ora agli arresti domiciliari. Mentre parla con una certa Stefania di un chiodo che non è utilizzabile perchè è stata aperta la confezione e non è più sterile, dice: "Lo reimpiantiamo!". "Senti… io se vuoi sotto mia responsabilità lo reimpianto subito in qualsiasi malato", ha aggiunto Scarponi.

Un'altra intercettazione riguarda un medico che spiega all'amica come funziona la clinica facendo riferimento a Brega Massone: "Ha operato un ragazzo (…) poi lo ha dimesso, questo è stato male, (…) alla Marelli gli hanno trovato la tbc, questo era già andato alla scuola e ha infestato la classe. Non solo: "Lui (Brega Massone) non eseguiva i protocolli per la tbc, cioè uno va da lui, lui non fa un minimo di indagine, hanno scoperto che operava, cioè tutto quello che operava, lo passava per tumore da comportamento incerto", ha detto il medico.

Le operazioni non necessarie sarebbero state eseguite per un fine ben peciso: il denaro. Basti sentire cosa ha detto un medico del Santa Rita: "Pipitone prenderà i più delinquenti del mondo che gli faranno guadagnare miliardi. (…) Se prende una macchina da guerra come Scarponi… che opera anche quelli che non hanno bisogno, che si mette a contraffare le cartelle… lui ci guadagna".

Valentina Corti
Photocourtesy of www.temporeale.libero.it

 


Fonte:
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