Quando fu scoperta davvero Machu Picchu?

MACHU PICCHU, Perù -- Nuove scoperte su Machu Picchu, soprannominata "la città perduta degli Inca" da Hiram Bingham, il ricercatore inglese che avrebbe visto per primo la località nel 1911. Stando ad una revisione storica fatta da esperti americani però, risulterebbe che la città Inca venne scoperta 40 anni prima da Augusto Berns, un uomo d’affari tedesco.
Persa su un cucuzzolo della foresta peruviana, Machu Picchu è il simbolo della scoperta archeologica d’altri tempi, alla Indiana Jones, per intenderci. Su tutti i libri di testo si trova scritto che la città degli Inca fu riscoperta il 24 luglio 1911 da Hiram Bingham, uno ricercatore dell’Università di Yale, che stava esplorando le vecchie strade inca della zona alla ricerca dell'ultima capitale Inca: Vilcabamba.
Bingham compì parecchi altri viaggi ed eseguì scavi fino al 1915 e solo più tardi si rese conto dell'importanza della sua scoperta e si convinse che Machu Picchu era Vilcabamba. Di ritorno dalle sue ricerche scrisse parecchi articoli e libri su Machu Picchu. Il più conosciuto fu “La città perduta degli Inca”. Paradossalmente Vilcabamba non era Machu Picchu: l'ultima capitale infatti, si trovava nella foresta nota come Espiritu Pampa.
In ogni caso la fama di Bingham è ancora oggi enorme in quanto legata a Machu Picchu. Ma un nuovo studio, svolto da ricercatori americani, cambia le carte in tavola, sostenendo che la città Inca sarebbe stata scoperta 40 anni prima di Bingham, da Augusto Berns, un uomo d'affari tedesco.
Secondo lo storico Paolo Greeg, ricercatore che lavora negli Archivi Storici Americani, il tedesco scoprì Machu Picchu nel 1860. Sembra che Berns sia arrivato alle rovine penetrando nella foresta alla ricerca di legname per costruire traversine per il governo peruviano. Egli poi esplorò le rovine tra il 1867 e il 1870 alla ricerca di tesori.
In alcuni scritti, redatti dallo stesso Berns e portati alla luce da Greeg, risulta infatti una sua precisa descrizione di Machu Picchu, della quale egli dice anche che “al suo interno vi devono essere oggetti di grande valore, forse il tesoo degli Inca”. Sempre stando ai documenti dell’Archivio, risulterebbe che il governo peruviano che con il nome del Presidente del Paese, era partecipe della società di Berns diede il permesso all’uomo d’affari di recuperare il materiale che egli trovò a Machu Picchu e di venderlo versando il 10 per cento dei ricavi al Governo stesso.
Dove sono finiti tali reperti? Al momento rimane un mistero: forse in Germania o chissà dove. Se così fosse qualche Indiana Jones dei nostri tempi avrebbe di che lavorare per andare alla ricerca di tale tesoro, forse nascosto in qualche cantina di museo o in qualche collezione privata tenuta gelosamente segreta.



