Hi-Tech

Un tuffo nel vuoto da 40 chilometri d'altezza

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OTTAWA, Canada -- Un'impresa straordinaria, che pochi avrebbero il coraggio di tentare. Ma Michael Fournier, 64 anni, paracadutista e aeronauta francese, è deciso a provare: ieri ha tentato di lanciarsi da 40 chilometri d'altezza con un pallone aerostatico. Se riuscisse a portare a termine la sua missione batterebbe tre record: quello del salto più lungo, più veloce e da un'altezza mai raggiunta prima.

Per la sua impresa Fournier ha già speso 20 milioni di dollari. Siccome non esiste un aereo in grado di portarlo ad una quota di 40 chilometri per lanciarsi nel vuoto, il paracadutista francese ha deciso di farsi costruire una navicella pressurizzata alta 3 metri e larga uno, all'interno della quale resterà durante la salita.

Un pallone aerostatico, alto 110 metri, gonfiato con quattromila metri cubi di elio spingerà la navicella. Secondo Fournier in due ore arriverà a 40 chilometri d'altezza. Sempre se le condizioni meteo lo consentono. A quel punto, indossata una tuta da astronauta sigillata del peso di 40 chilogrammi con all'interno liquidi che dovrebberlo proteggerlo dal caldo e dal freddo eccessivo, si lancerà nel vuoto.

Se riuscisse a portare a termine la missione porterebbe a casa tre record: quello del salto più lungo, più veloce e da un'altezza mai raggiunta prima. Ma la cosa più incredibile è che scenderebbe alla velocità del suono, un aspetto che pone seri dubbi a scienziati e medici, increduli di fronte alla possibilità dell'uomo di sopravvivere a tale velocità.

E questo e un rischio. Poi ce ne sono molti altri: il più grave è quello di un'embolia polmonare. Senza contare il freddo che patirebbe e la forza dei venti. Ma il paracadutista non si arrende: è deciso a compiere l'impresa con successo, nonostante i numerosi rischi a cui va incontro.

Dopo parecchi chilometri di caduta libera Fournier aprirà il paracadute, a soli 2 chilometri dalla superficie terrestre. Anche la sua navicella aprirà i tre paracaduti di cui è dotata, in modo da posarsi lentamente a terra.

L'operazione è studiata nei minimi dettagli: 40 persone lavorano con lui e l'atterraggio è previsto nella sua base di North Battleford, Saskatchewan, un posto remoto a circa 90 miglia a nordovest di Saskatoon nel Canada. Se dovesse continuare il brutto tempo però, l'impresa sarà rimandata ad oggi.

Michael Fournier ha un passato da colonnello dell'esercito francese. Nella sua vita ha compiuto ben 8500 lanci, ma il record arriva nel 1992, quando lanciandosi da 12mila metri di altezza stabilisce il primato nella caduta libera.

L'idea di lanciarsi da quote molto elevate nasce nel 1986, dopo il disastro della navetta Challenger. Nel 1988 i primi test: un manichino venne lanciato da 38mila metri d'altezza. Ieri, oppure, in caso di maltempo oggi, dovrebbe avvenire l'impresa senza precedenti, da quota 40 chilometri.

Valentina Corti
Photocourtesy of www.tjump.sk

 

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