Lavoro, crescono i malati di tecnostress

MILANO -- Non bastava il semplice stress, che già colpisce numerosi lavoratori. Ora c'è anche il tecnostress, che sembra stia rovinando la vita a molte persone, soprattutto operatori Ict, giornalisti e analisti finanziari. Troppe ore davanti al computer insomma non fanno bene. A rivelarlo è la prima indagine di questo tipo mai condotta in Italia che sarà presentata alla Fiera Milano City.
La ricerca "Le professioni più tecnostressanti" è stata condotta su un campione di 200 profesionisti impegnati in attività ad alto impatto informatico e tecnologico. Tra le professioni prese in considerazione ci sono gli operatori Ict (Information and communication technology), i giornalisti, gli analisti finanziari, i top manager, gli sviluppatori web, i pubblicitari e gli operatori di call center.
"Trascorrere 13 ore sui videoschermi e gestire tante informazioni per un lungo periodo - dichiara all'Adnkronos Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza onlus e autore della ricerca - può favorire il tecnostress". Dall'indagine è emerso che la maggior parte dei professionisti passa davanti allo schermo dalle 9 alle 12 ore e mezza al giorno.
Al primo posto tra quelli che stanno maggiormente davanti allo schermo del pc ci sono gli operatori Ict. Al secondo posto, invece, ci sono i giornalisti e al terzo gli analisti finanziari. Tutti con una media attorno alle 12 ore davanti al computer. Oltre al pc, anche blackberry e cellulare sono tra le cause del tecnostress.
Greta Consoli



