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Terremoto in Cina: oltre 8000 morti

Autore: tetragono
Data di creazione 12/05/2008 - 10:44
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Updated PECHINO, Cina -- Continua a salire il tragico bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito la Cina sudoccidentale nelle scorse ore. Ora le vittime sarebbero migliaia. Nella provincia più colpita, quella del Sichuan, ci sarebbero oltre 8500 morti e 10mila feriti. Il sisma, di magnitudo 7,8 gradi della scala Richter, si è verificato alle 14 e 28 locali (circa le 8 e 30 in Italia) ed è stato avvertito da Pechino fino a Bangkok.

E' davvero tragico il bilancio del terremoto che ha colpito la Cina. Secondo l'agenzia di stampa ufficiale "Xinhua" nella provincia di Sichuan ci sarebbero ancora 850 studenti intrappolati sotto le macerie di un liceo. Le salme di 50 giovani sono già state estratte dai detriti.

A Dujiangyan molti isolati sono stati rasi al suolo e le linee telefoniche sono interrotte. Secondo il ministero per gli Affari civili di Pechino, ci sono vittime in almeno quattro province: Sichuan, Gansu, Yunnan e Chongqing.

Nel frattempo il Centro Sismologico nazionale ha lanciato il preallarme per la possibilità che a Pechino si verifichi, entro la giornata di oggi, un altro terremoto fra i 2 e i 6 gradi gradi della scala Richter. Lo ha reso noto il "Quotidiano del Popolo" che ha invitato la popolazione della capitale cinese a prendere precauzioni.

Per i mass media cinesi il numero delle vittime è destinato ad aumentare. Secondo l'Istituito geosismico statunitense (Usgs) l'epicentro è collocato a 92 chilometri da Chengdu, nella provincia di Sichuan e il sisma ha interessato varie zone: da Pechino fino a Shanghai, Hanoi in Vietnam, Taiwan e la capitale thailandese Bangkok. Sempre per l'istituto statunitense l'epicentro del terremoto è localizzato a 92 chilometri a nord-ovest di Chengdu, capoluogo della provincia di Sichuan, a una profondità di 29 chilometri nella crosta terrestre.

Stando all'Usgs le scosse sono state così violente da far oscillare numerosi edifici a Pechino e Shanghai per circa due minuti. Molta paura tra le persone, che si sono riversate in strada a Pechino, davanti al al Pacific Century Place, un centro commerciale situato nella zona centrale della capitale cinese.

Secondo l'agenzia Nuova Cina l’aeroporto di Chengdu è stato chiuso. Alcuni testimoni hanno affermato di essersi sentiti poco bene e di aver avuto giramenti di testa. Secondo fonti di stampa le linee della metropolitana di Pechino non hanno risentito del sisma e gli edifici non hanno subito gravi danni.

Il presidente cinese Hu Jintao ha ordinato di soccorrere gli abitanti della provicnia di Sichuan, mentre il primo ministro cinese Wen Jiabao è diretto nella regione di Sichhuan, nel sud-ovest del Paese, fortemente colpita dal terremoto, che secondo l'Ufficio Sismologico di Pechino ha avuto un'intensità di 7,6 gradi Richter e il suo epicentro è situato nella contea di Wenchuan.

"Abbiamo sentito scosse continue per circa due o tre minuti. Tutte le persone nei loro offici sono corse giù", ha detto un impiegato di Chengdu all'agenzia di stampa internazionale Reuters. Le autorità cincesi hanno detto di essere ancora al lavoro per capire l'esatta collocazione e la forza del sisma

Non è stato ancora fornito un bilancio dei danni. Anche le strutture della gigantesca Diga delle Tre Gole, in via di completamento, realizzata lungo il corso del fiume Azzurro, non hanno avuto conseguenze. Secondo gli esperti il peso della massa d'acqua contenuta nel bacino dell'impianto idrico è talmente ampia da aumentare il rischio di forti attività sismiche nella regione.

I terremoti sono particolarmente frequenti in Cina: circa tre mesi fa, a marzo, un sisma di magnitudo 7,2 ha colpito la provincia occidentale di Xinjiang.

Le scosse che hanno interessato poche ore fa la Cina sono state molto violente. Ma dall'inizio del Ventesimo secolo ai giorni nostri si sono verificati terremoti molto più potenti: il più forte mai registrato è stato quello in Cile, con epicentro a Valdivia, il 22 maggio del 1960, che ha avuto un'intensità pari a 9,5 gradi della scala Richter. Proprio per la devastazione e la potenza che ha sprigionato è stato chiamato Grande terremoto cileno.

Il sisma fu avvertito in diverse parti del pianeta e provocò un gigantesco tsunami che colpì varie località dell'Oceano Pacifico, fra cui le Hawaii e il Giappone. Il terremoto fece tremila vittime, mentre i feriti furono più di due milioni.

Il secondo terremoto più potente dal 1900 ad oggi si è verificato a Prince William Sound, in Alaska, il 28 marzo del 1964. La sua intensità è stata di 9,2 gradi. A seguire il sisma che nel 1952 ha colpito Kamcatka, in Russia (magnitudo 9,0) e lo tsunami generato da un terremoto sul fondo dell'oceano al largo della costa nord di Sumatra, il 26 dicembre 2004.

Lo tsunami ha provocato centinaia di migliaia di vittime in diversi paesi costieri del Mar delle Andamane e dell'Oceano Indiano. Tra i terremoti più potenti del Ventunesimo secolo ce ne sono altri due recenti, entrambi in Indonesia: il primo a Sumatra, nel 2005 e il secondo a Giacarta, nel settembre del 2007.

Valentina Corti
Photocourtesy of www.repubblica.it

 


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