Ciclone in Birmania: almeno 22mila morti

RANGOON, Birmania -- Il bilancio delle vittime del ciclone Nargis continua a salire. Le cifre sono ancora incerte ma la televisione di Stato parla di 22mila vittime e 41mila dispersi. Ma il disastro non sarebbe stato del tutto inaspettato: infatti il portavoce del Dipartimento meteo indiano ha dichiarato che "l'India avvertì la Birmania con 48 ore di anticipo dell'arrivo di Nargis".
"Indicammo il punto di impatto del ciclone - ha detto il portavoce del Dipartimento meteorologico indiano - precisandone la forza e tutte le questioni collegate". Intanto il numero delle vittime si avvicina a cifre inimmaginabili.
Secondo la televisione di Stato le persone uccise dal ciclone sarebbero 22mila e 500 mentre il direttore dell'associazione umanitaria ActionAid in Birmania ha parlato di almeno 27mila morti. Ma il bilancio delle vittime e dei dispersi sarebbe destinato ad aumentare.
Fonti dei servizi di soccorso delle Nazioni Unite hanno riferito che i senzatetto potrebbero presto essere in milioni.
Gli aiuti dell'Onu alle zone colpite dal ciclone nella Birmania meridionale sono cominciati, come riferito da Richard Horsey, portavoce delle Nazioni Unite a Bangkok. Secondo Horsey la difficoltà maggiore sarà raggiungere lil luogo più devastato dal ciclone, vale a dire il delta dell'Irrawaddy, un territorio paludoso dove ci sono anche risaie inondate.
"Per adesso l'emergenza sono i ripari e l'acqua - ha aggiunto il portavoce dell'Onu -. Senza acqua potabile, la preoccupazione principale è il rischio di propagazione di epidemie". La popolazione ora ha bisogno di cibo e assistenza sanitaria. Per questo si è attivata anche l'organizzazione di Medici senza frontiere, che ha già soccorso molte persone a Rangoon.
Nonostante ciò la Birmania ha precisato di non accettare aiuti dagli americani. Gli Stati Uniti, che hanno varato sanzioni finanziarie e commericiali nei confronti della nazione asiatica, hanno dichiarato uno stanziamento pari a tre milioni di dollari di aiuti. Il contributo però sarà affidato all'Onu, in quanto la giunta militare non lo accetterebbe.
Il referendum sulla costituzione è stato rinviato nelle regioni colpite da Nargis: a Rangoon e nel delta dell'Irrawaddy si voterà il 25 maggio, mentre nel resto del Paese la giunta militare ha deciso che si voterà regolarmente.
La decisione della giunta militare è stata definita "inaccettabile" dalla leader dell'opposizione democratica Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, che ha detto: "E' un fatto estremamente inaccettabile, poiché la giunta dà la priorità all'iter costituzionale senza il minimo rispetto per le difficoltà sociali cui, a causa di questo disastro, il popolo deve fare fronte".



