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Una nuova teoria sul centro della Terra

Autore: tetragono
Data di creazione 07/05/2008 - 11:34
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PHOENIX, Usa -- Uno schema di centri concentrici omogenei. Per anni questa teoria sull'aspetto del centro della Terra ha dominato incontrastata nel mondo scientifico e su tutti i libri di geografia. Ma oggi alcuni esperti dell'università dell'Arizona hanno proposto una nuova tesi: il "fulcro" del nostro pianeta sarebbe formato da ammassi caotici di minerali.

Lo studio, condotto dagli scienziati di Scienze della Terra dell'università dell'Arizona, ha unito numerosi studi e modelli sulla Terra realizzati nel corso di parecchi anni. E il risultato sarebbe davvero sorprendente. Altro che spaccato geometrico. Il centro del nostro pianeta sarebbe un vero e proprio caos mineralogico.

Secondo gli studiosi dell'ateneo americano il globo terrestre non sarebbe caratterizzato da una composizione a strati concentrici, con la crosta, il mantello e infine il nucleo. Tutt'altro. E il cambiamento maggiore riguarderebbe proprio lo strato di mezzo, il mantello, dello spessore di circa 2900 chilometri.

Le sostanze che lo compongono non sarebbero distribuite in modo omogeneo. Gli esperti infatti hanno scoperto due grandi grumi di materia ad elevata densità, anche se la loro origine è ancora poco chiara. I due ammassi di materiale, spessi alcune centinaia di chilometri, si troverebbero, uno sotto l'Oceano Pacifico e l'altro fra l'Atlantico e l'Africa.

"I due ricercatori americani dell’Arizona hanno chiamato queste strutture cumuli termochimici e ipotizzano che si siano formati a causa della compattazione degli atomi di silicio, magnesio e ferro sotto le enormi pressioni esistenti al fondo del mantello", spiega Andrea Morelli, dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Morelli, impegnato in ricerche sull'interno della Terra, ha dichiarato che esperimenti svolti in laboratorio hanno consentito di ricostruire il minerale che costituirebbe i cosiddetti "cumuli termochimici", chiamato con il nome di post-perovskite.

Per studiare l'interno della Terra gli esperti analizzano la tomografia, in grado di fornire immagini tridimensionali delle strutture nascoste. La scoperta americana è stata possibile anche grazie ad una risoluzione mai raggiunta prima d'ora, che ha permesso di scorgere, oltre ai cumuli termochimici, anche le disomogeneità del mantello, come bollem vesciche e tubi.

Le ricerche che hanno come oggetto l'interno del nostro pianeta non sono importanti solo perchè forniscono informazioni preziose sulla struttura centrale ma anche in quanto consentono di capire quali meccanismi regolano i moti convettivi che modificano di continuo la crosta terrestre, cauando la formazione di montagne, l'attività dei vulcani e i terremoti.

Valentina Corti

 


Fonte:
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