Scienze della Terra

Birmania, il ciclone fa quindicimila morti

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Updated NAYPYDAW, Birmania -- E' salito a 15mila il numero delle vittime causate da Nargis, il ciclone che si è abbattuto sulla Birmania meridionale. I dispersi sono invece circa 30mila. E' questo quanto ha riferito il ministro degli Esteri Nyan Win parlando alla tv di Stato. Secondo fonti delle Nazioni Unite centinaia di migliaia di persone sono rimaste senza tetto.

La zona più colpita dal ciclone è quella del delta dell'Irrawaddy. L'Onu ha fatto sapere che, in seguito al ciclone, migliaia di persone avrebbero perso la propria dimora e sarebbero rimaste senza acqua potabile. Enormi anche i danni agli edifici e alle infrastrutture, con centri abitati distrutti e strade interrotte.

"Sappiamo che alcune centinaia di migliaia di persone hanno bisogno di un ricovero e di acqua potabile da bere, ma non siamo in grado di quantificare il numero esatto", ha detto Richard Horsey, dell'ufficio per l'emergenza disastri delle Nazioni Unite.

Il portavoce della Federazione della Croce Rossa internazionale, Michael Annear, ha riferito che l'organizzazione ha già distribuito 5mila litri d'acqua potabile, pasticche di cloro per la potabilizzazione, kit di sopravvivenza, zanzariere, teli di plastica e coperte.

Nargis ha devastato la parte meridionale del Paese asiatico. Nel frattempo è cominciata la distribuzione dei primi aiuti, ma le condizioni in cui si trovano gli abitanti del territorio colpito dalla furia del ciclone sono disperate: manca l'elettricità e scarseggiano acqua e cibo. Alcune aree sono difficili da raggiungere.

Vista l'immensa catastrofe, il governo birmano ha accettato l'offerta di aiuti internazionali attraverso le Agenzie dell'Onu. Intanto il Ministero degli Affari Esteri italiano, attraverso la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, ha erogato un contributo immediato di 123mila euro.

Valentina Corti
Photocourtesy of www.lastampa.it

 

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