
BRASILIA, Brasile -- In futuro chi vorrà entrare nella foresta amazzonica, dovrà chiedere un permesso speciale. Per proteggere il grande patrimonio verde dell'Amazzonia, infatti, il governo brasiliano ha deciso di varare una nuova legge che introdurrà uno stretto controllo sugli accessi e le visite alla foresta più famosa del mondo.
La foresta amazzonica è una foresta equatoriale nel Bacino dell'Amazzonia, in Sud America, in gran parte compresa nel territorio brasiliano. L'Amazzonia rappresenta un ecosistema ricchissimo. Ospita circa 60mila specie di piante, 1000 specie di uccelli e oltre 300 specie di mammiferi.
E con tutta questa ricchezza, è ovvio che per i brasiliani (e non solo) un minimo di preoccupazione c'è. Così, il governo brasiliano ha deciso di varare una nuova legge per la salvaguardia della foresta, che consentirà di controllare tutti gli accessi e le visite in Amazzonia. Il governo Lula spera di far approvare il decreto entro due mesi.
Sulle Ong (Organizzazioni non governative) che lavorano nella foreste, cade infatti l'accusa di biopirateria. Il ministro della Giustizia, Tarso Genro, ha detto al quotidiano O Estado de Sao Paulo che molte Ong sono in realtà una copertura per gruppi di biologi e botanici stranieri che cercano piante con proprietà curative da brevettare e sfruttare sul mercato internazionale dei farmaci naturali.
E un alto funzionario del suo ministero che ha aggiunto: "Vogliamo che l'Amazzonia sia effettivamente nostra, non ci opponiamo né al turismo né alle Ong ma vogliamo sapere quando vengono e cosa esattamente fanno". Insomma, con la nuova legge chiunque voglia entrare nella foresta amazzonica dovrà richiedere un permesso speciale che verrà rilasciato dal Ministero della Difesa. I trasgressori saranno puniti con una multa fino a 40mila euro.
Ma c'è chi sospetta che il governo brasiliano, con questa legge, voglia anche limitare le incursioni delle organizzazioni internazionali che vigilano sulla deforestazione e accusano il governo di non fare abbastanza.
Greta Consoli
