
ROMA -- Galileo Galilei fu il primo a puntare un telescopio verso il cielo. E oggi, grazie a tecnologie sempre più sofisticate, le aspirazioni di astronomi e ricercatori diventano sempre più grandi. Per il futuro si attende una generazione di telescopi dalla potenza inaudita. Almeno 3 nuovi strumenti ottici stanno prendendo forma e saranno disponibili nell'arco di tempo che va dal 2012 al 2020.
Circa 400 anni fa Galileo puntò il suo telescopio verso il cielo usando per la prima volta uno strumento per vedere nitidamente gli oggetti celesti, dopo millenni di osservazioni del cielo ad occhio nudo. Galileo costruì diversi cannocchiali costituiti da due lenti, l'obiettivo e l'oculare, tenute alla giusta distanza da un tubo in cartone o in legno rivestito in pelle. L'ingrandimento era di circa 20 volte. L'apertura della lente era di circa 3 centimetri.
E dai tre centimetri del telescopio di Galileo, si passerà ai 24,5 metri del Gmt, "Giant Magellan Telescope", che sarà costruito in Cile, a 115 chilometri da La Serena, nella stessa zona del Magellan Telescope. La Carnegie Institution della Harvard University sta investendo 625 milioni di dollari nel progetto di un telescopio che avrà sette specchi da 8,4 metri ciascuno per un diametro complessivo di 24,5 metri. Lo strumento dovrebbe essere in grado di cogliere la luce dei primi oggetti formatisi subito dopo il Big Bang e forse di poter osservare anche pianeti extrasolari che ruotano attorno a stelle lontane.
Altro progetto, frutto della collaborazione tra istituzioni pubbliche e private è quello che riguarda il Tmt, "Thirty Meter Telescope", la cui collocazione non è ancora stata stabilita. Il mega-telescopio sarà formato da 492 specchi, ognuno del diametro di 1,4 metri. Il diametro dello specchio principale sarà di 30 metri. Il costo del progetto è stato stimato attorno al miliardo di dollari.
E infine un entusiasmante progetto viene dall'Europa con l’Eelt, "Europea Extremely Large Telescope". Gli studiosi sono ancora indecisi sulla sua collocazione geografica. Tra le opzioni ci sono le Isole Canarie, in Spagna, il Cile, il Sudafrica, il Marocco, l'Argentina e l'Antartide. L'eccezionale strumento ottico avrà un'apertura di 42 metri, raggiunta mettendo insieme 906 specchi da 1,45 metri ciascuno. Il costo è di circa 1,2 miliardi di dollari.
Salvo impreviste difficoltà tecnologiche o finanziarie, tutti questi potenti telescopi saranno disponibili entro il 2020. E chissà, i nuovi strumenti ottici saranno in grado di mostrarci nuovi pianeti e stelle. Ci porteranno alla scoperta di supernove lontanissime e magari di risolvere i grandi misteri che ancora coprono la storia del nostro Universo.
E a proposito di telescopi, ma stavolta orbitanti, ieri il telescopio spaziale Hubble, realizzato e gestito in collaborazione dalla Nasa e dall'Esa, ha compiuto 18 anni. Lo strumento fu lanciato in orbita il 24 aprile del 1990 e nel corso di questi anni ha coronato una serie di successi scientifici che hanno radicalmente modificato il nostro modo di pensare e conoscere l'universo. In tutto questo tempo, Hubble, guardando nello spazio più profondo, ci ha regalato immagini meravigliose dalle stelle alle galassie, alle nebulose.
Greta Consoli
