Vietato sparlare dei colleghi di lavoro via mail
.jpg)
VICENZA -- Vi capita spesso di sparlare del vostro collega di lavoro via mail? Male. Da oggi le mail che mettono in cattiva luce i colleghi sono un reato. Lo ha deciso la Cassazione che ha accolto il ricorso di un'impiegata in una ditta di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, che era stata accusata via mail da un collega di "sfacciataggine" e di "abusare dei congedi parentali".
Amelia - questo il nome della donna che ha fatto ricorso in Cassazione - ha vinto. Quindi, attenzione alle mail che si inviano sul luogo di lavoro per sparlare di un collega. Soprattutto se la persona interessata non è nella lista degli indirizzi.
L'uomo dell'azienda di Bassano del Grappa aveva mandato l’e-mail nella quale "sparlava" di Amelia a tutti gli altri dipendenti della ditta. La donna, però, ha trovato nel cassetto della sua scrivania, la missiva scritta dal collega. E offesa lo ha denunciato per ingiuria e diffamazione. Sia in primo che in secondo grado l'uomo era stato assolto perchè il fatto non sussisteva. Ma la Cassazione ha deciso di riaprire il caso.
Con la sentenza 16425 della Quinta sezione penale, la Cassazione ha così accolto il ricorso di Amelia. Per i giudici "trattandosi d’ingiurie epistolari, anche se lo scritto è stato inviato a persone diverse dall’offeso, il delitto si perfeziona a condizione che l'agente, all'atto dell’invio, abbia avuto indubbia consapevolezza che lo stesso sarebbe stato comunicato all'offeso".
Da oggi, quindi, chi si sentisse offeso può querelare il collega che ha iniziato la catena delle missive. Quindi attenzione, perchè adesso anche un'e-mail, scritta magari sopra pensiero, potrebbe diventare una prova di cui ognuno potrebbe essere chiamato a rispondere penalmente.
Greta Consoli



