
RICHMOND, Usa -- L’inquinamento dell’aria sta impedendo ai fiori di emanare il proprio profumo. La scoperta arriva da un gruppo di ricercatori dell’Università della Virginia (Usa) che ha analizzato molte specie di fiori. Secondo lo studio le emissioni dannose diminuiscono di circa un chilometro la capacità di viaggiare dei profumi.
Lo studio lo si è potuto realizzare grazie all’utilizzo di un “naso elettronico” messo a punto della United States National Science Fountadion, che è in grado di cogliere anche piccolissime quantità di profumi presenti nell’aria.
Spiega Jose Fuentes, che ha guidato la ricerca: “Solitamente le molecole dei profumi prodotti dai fiori raggiungono anche una distanza di 1.200 metri dal fiore. Noi abbiamo scoperto che l’inquinamento ambientale riduce questa capacità di viaggiare a soli 2-300 metri. Questo rende la ricerca dei fiori alquanto complessa per gli insetti”.
Ciò vale soprattutto per le api, le quali, attraverso l’impollinazione, permettono la diffusione di numerose specie di frutta e verdura. Negli ultimi anni si è creata una vera e propria moria di api, tanto da parlare di “sindrome da sindrome degli alveari” per la quale sono state avanzate numerose cause, ma nessuna in grado di spiegare perché le api perdevano la strada verso gli alveari e morivano lontano da essi. Solo in Italia la “sindrome” ha già causato la perdita del 30%, ma forse anche del 50% del patrimonio apistico italiano.
Forse, sostiene l’autore della ricerca, l’incapacità di trovare la strada dei fiori può essere una delle cause. Le api infatti, ogni giorno normalmente si posano su centinaia di fiori (anche 700), ma se non sono attirate dal profumo vagano a vuoto e possono morire per sfinimento. L’impossibilità da parte dei fiori di far arrivare lontano il proprio profumo è dovuto soprattutto all’inquinamento prodotto dai gas esausti delle automobili e da qualunque sistema che utilizza e brucia combustibili fossili.
