
PLESETSK, Russia -- Un satellite con le ali. Partirà dalla base russa di Plesetsk a bordo di un razzo modello Rockot. Ancora incerta la data di partenza, ma Goce, questo il nome del satellite, starà in orbita circa 20 mesi, a "soli" 250 chilometri dal suolo terrestre, distanza dalla quale trasmetterà ad un team di esperti dati sulla Terra. Della missione se ne occupa l'Agenzia spaziale europea.
Il programma dovrebbe partire la prossima estate, probabilmente in agosto. La data è ancora incerta a causa di qualche dubbio sull'affidabilità del razzo che dovrebbe portare il satellite in orbita. Osserverà il nostro pianeta a distanza per circa 20 mesi e studierà le minime variazioni di forza gravitazionale lungo la sua orbita.
Goce, che letteralmente significa "Gravity and Ocean Circulation Explorer" è una navicella dell'Esa a cui l'Italia ha contribuito in maniera decisiva. Dieci anni fa i ricercatori del nostro Paese ebbero l'idea di creare un satellite per analizzare la Terra m all'epoca non esistevano ancora tecnologie tali da consentire l'avvio del progetto.
Il satellite è stato costruito dalla Thales Alenia Space e vi hanno contribuito oltre 40 aziende europee.Nel cuore del satellite c'è un gradiometro, un sensore molto delicato e accurato costituito da tre coppie di accelerometri. Goce orbietà dove c’è ancora un residuo di atmosfera, anche se molto rarefatta, e per non perdere quota sfrutterà due minuscoli razzi a propulsione ionica.
L'energia elettrica per accelerare gli ioni la otterrà da celle solari disposte sulla carrozzeria della navicella, lunga cinque metri. Per vincere l’attrito con l’atmosfera senza perdere quota, GOCE sfrutterà due minuscoli razzi a propulsione ionica, la cui spinta può essere regolata da 0,2 a 2 grammi. Proprio per il suo colore rossastro Mark Drinkwater, capo della divisione scientifica dell’Esa ha soprannominato Goce la "Ferrari dello spazio".
