Il pianeta più giovane dell'Universo

WASHINGTON, Usa -- Il più giovane pianeta e il più piccolo buco nero mai osservati finora. Sono queste le scoperte delle ultime ore che riguardano il mondo dell’astronomia. Alcuni ricercatori della Nasa hanno identificato il buco nero più leggero mai osservato finora, con un diametro di soli 24 chilometri. In Inghilterra, invece, astronomi scozzesi della University of St.Andrews hanno scoperto un pianeta giovanissimo, di soli 1.600 anni.
“Il buco nero è veramente al limite: per molti anni gli astronomi hanno cercato le dimensioni minime possibili per questo tipo di oggetti e il nostro risultato è molto vicino a dare loro una risposta”, ha spiegato Nikolai Shaposhnikov del Goddard Space Flight Center in Greenbelt, nel Maryland, che ha guidato la ricerca.
Il piccolo buco nero si trova in un sistema binario (ossia composto da due oggetti) della Via Lattea noto come XTE J1650-500, (la sigla indica le sue coordinate nella costellazione dell’Ara). Il satellite Rossi X-ray Timing Explorer (RXTE) dell’Agenzia spaziale statunitense scoprì il sistema nel 2001. Gli astronomi furono in grado di capire che il sistema ospita una stella normale che ruota attorno ad un buco nero relativamente poco massiccio, ma la massa dell’oggetto non è mai stata misurata con sufficiente accuratezza.
Il metodo usato da Shaposhnikov e Titarchuk si basa su una relazione tra buchi neri e la parte interna del disco che li circonda, dovuto al fatto che il gas presente intorno spiraleggia mentre cade verso il buco nero attratto dalla sua massa. In corrispondenza di un particolare valore di velocità di caduta, il gas si surriscalda ed emette un’abbondante radiazione X. L’intensità di quest’ultima si ripete secondo uno schema regolare, chiamato oscillazione quasi-priodica (QPO).
In questi ultimi mesi Shaposhnikov e Titarchuk hanno applicato il loro metodo QPO a tre buchi neri con masse misurate con altre tecniche. Nel loro nuovo lavoro, il metodo è stato esteso ad altri sette oggetti dello stesso tipo, tre dei quali con masse ben determinate, e anche al sistema XTE J1650-500, per il quale è stata calcolata una massa di 3,8 masse solari.
Shaposhnikov e il suo collega Lev Titarchuk hanno presentato i risultati nel corso di una sessione del convegno dell’American Astronomical Society High-Energy Astrophysics Division, tenutosi nei giorni scorsi a Los Angeles, in California.
In Inghilterra invece, astronomi scozzesi della University of St Andrews hanno portato le evidenza della scoperta di un pianeta di soli 1.600 anni di vita. E’ questa l’età del più giovane pianeta mai scoperto che si trova a 520 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Toro.
Il pianeta, che si sta plasmando nella nube di polveri e gas ruota intorno ad una stella altrettanto giovane, HL Tau che dovrebbe avere circa 100.000 anni. “Molto probabilmente la crescita del pianeta potrebbe essere stata innescata 1600 anni fa quando è passata vicino al sistema una stella contigua, XZ Tau, che avrebbe destabilizzato gravitazionalmente il disco protoplanetario di HL Tau, tanto da indurre un collasso di una regione del disco e la formazione di una struttura che contiene parte del materiale protoplanetario” ha detto dice Jane Graves coordinatrice della ricerca.
Il giovane pianeta, HLTau b, è stato scoperto dagli scienziati mentre stavano studiando il disco di gas, grani e polveri intorno a HLTau, un disco insolitamente "ricco" e brillante, tanto da far supporre che poteva ospitare pianeti in formazione. Secondo gli astronomi il pianeta dovrebbe diventare un gigante gassoso, forze anche 13-14 volte più grande di Giove. Ma è storia di un futuro lontano.
Luigi Bignami



