Scienze della Terra

Nel 536 d.C. l’eruzione che mutò il clima

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NUUK, Groenlandia -- I cieli erano quasi sempre plumbei quell’anno. Anche in estate le temperature furono particolarmente fredde e i raccolti, conseguentemente, scarsi. La gente soffrì la fame e varie pestilenze si diffusero un po’ ovunque sul pianeta. L’anno in questione è il 536 dopo Cristo.

I racconti e le testimonianze di ciò che accadde sono presenti in numerosi scritti dell’epoca, che vanno dalle civiltà mesoamericane a quelle europee e asiatiche.

Fino ad oggi, tuttavia, gli storici non riuscivano a spiegarsi cosa provocò un simile drammatico quadro ambientale. Si parlava vagamente di eruzioni vulcaniche o di caduta di asteroidi, ma non vi erano testimonianze a tal favore.

Ora ecco la spiegazione. Un gruppo di ricercatori internazionale ha scoperto nei ghiacci della Groenlanida molecole di acido solforico che risalgono proprio a quel periodo e che starebbero ad indicare una gigantesca esplosione vulcanica, così violenta da interessare il clima di tutto l’emisfero settentrionale del pianeta e di gran parte di quello meridionale.

Spiega Keith Briffa dell’Università della Eat Anglia (Gran Bretagna): “Quanto è stato rilevato nei ghiacci groenlandesi porta ad escludere che qualcosa di extraterrestre abbia causato tutto ciò, in quanto le evidenze imputano la causa in una grande eruzione vulcanica”. La scoperta è stata pubblicata sull’ultimo numero di Geophysical Research Letters.

Quanto venuto alla luce sarebbe anche correlato da dati di carote di ghiaccio estratte in Antartide, anche se sono di più difficile interpretazione. Ma quale fu il vulcano che causò una così drammatica situazione planetaria? Al momento è difficile puntare il dito su questo o su quel vulcano, ma sembra certo che esso si trova vicino all’equatore, in quanto l’eruzione interessò entrambi gli emisferi.

Lo studio degli anelli degli alberi dimostrano che nel 536 dopo Cristo essi subirono un brusco rallentamento nella crescita esattamente simile a quello che mostrano le piante che vissero dopo l’eruzione del Monte Tambora avvenuta nel 1815 in Indonesia.

Le eruzioni che possono interessare il clima dell’intero pianeta vengono generalmente causate da supervulcani, vulcani così definiti per la loro forza eruttiva. In tempi recenti non vi sono state simili eruzioni. L’impatto sull’ambiente e sull’economia planetaria, anche ai nostri giorni, sarebbero davvero catastrofico, in quanto si avrebbero anni di intensissimo freddo, con conseguenze drammatiche sui raccolti.

Al momento un vulcano tenuto particolarmente d’occhio dai ricercatori è quello che si trova sotto lo Yosemiti Parck, il quale già 600mila anni fa si svegliò con violenza inaudita. Recentemente i suoi magmi sembrano muoversi con una certa intensità e per questo è tenuto rigidamente controllato dai vulcanologi.

Luigi Bignami

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