
NAPOLI -- Troppi turisti agli scavi archeologici di Pompei. Per fronteggiare il problema il nuovo assessore al Turismo e ai Beni culturali della Campania Claudio Velardi propone il numero chiuso al sito. Non è d'accordo il sovrintendente Pietro Giovanni Guzzo. In attesa dell'incontro ufficiale la questione sul patromionio napoletano riaccende il dibattito sulla gestione dei beni artistici in Italia.
Claudio Velardi non si limita a proporre il numero chiuso per gli ingressi al sito archeologico. Il nuovo assessore al Turismo e ai Beni culturali della Campania vorrebbe affidare ai privati un ruolo sempre più importante. Queste dichiarazioni sono state rilasciate ieri in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno.
"Fissare un tetto di visitatori - ha detto Velardi al quotidiano - serve per offrire servizi adeguati. E se si fa questo sarà più facile portare gli imprenditori dentro gli scavi, produrre soldi e eventi. Non c'è nulla di scandaloso in questo, si fa così al Moma, al Prado, al Louvre". Secondo l'assessore bisogna affermare "il primato del mercato sull'assistenzialismo".
Ma non è tutto. Velardi ha detto che "i diritti di immagine dei grandi giacimenti culturali è giusto che vengano gestiti dalle multinazionali che fanno questo di mestiere: la Microsoft, la Warner, la Pixar, tanto per intenderci", ma se qualche imprenditore napoletano volesse impegnarsi in progetti di questo tipo non c'è alcun problema: "Si faccia avanti: lo aiuterò" ha detto l'assessore.
Ad ogni modo Velardi, come mebro della giunta regionale, non ha competenze operative su Pompei. La soprintendenza infatti dipende dal ministero dei Beni culturali. Le dichiarazioni di Velardi hanno subito innescato la reazione del sovrintendente Pietro Giovanni Guzzo, che ha detto: "Non ho ancora avuto un colloquio con il nuovo assessore Velardi, spero di incontrarlo al più presto e di potermi così confrontare su tutti gli argomenti di comune interesse".
La Soprintendenza archeologica ha riferito che non esiste il numero chiuso in nessun sito archeologico che abbia le stesse acaratteristiche di Pompei. Però ci sono altre aree a cui si può accedere soltanto attraverso la prenotazione telematica e la disponibilità è limitata.
Quanto ai privati è chiara l'opinione di Michele Trimarchi, docente di Economia della cultura all'Università di Bologna: "Il numero chiuso da solo non serve. Serve se può garantire un innalzamento della qualità della visita. Che però non si ottiene affidandosi ai privati, che sono sovrastimati e nel campo culturale hanno riservato già delusioni".
