Il Papiro di Artemidoro ha duemila anni

FIRENZE -- E' stato datato il supporto del prestigioso Papiro di Artemidoro, contenente la prima trascrizione conosciuta di parte del testo geografico di Artemidoro di Efeso. L'opera risalirebbe a circa duemila anni fa, quindi non sarebbe opera di Artemidoro ma trascrizione successiva della sua opera. La scoperta è stata fatta dal Labec, il Laboratorio per i Beni Culturali di Firenze dell’Infn.
Guarda la photogallery
Il Papiro di Artemide è un rotolo, che in origine era lungo 2 metri e mezzo. Nella parte anteriore contiene una parte del testo geografico di Artemidoro di Efeso (vissuto tra il I e il II secolo avanti Cristo), scritto in greco, affiancato da una carta geografica e da schizzi di bottega raffiguranti volti e parti del corpo umano, dipinti in modo estremamente realistico.
Il Labec dell'Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare) ha datato l'opera con il carbonio-14, utilizzando la tecnica ultrasensibile della spettroscopia di massa con acceleratore, tre minuscoli frammenti prelevati da zone completamente diverse del papiro. Ebbene, i tre frammenti sono risultati coevi: la loro "età" si aggira attorno al primo secolo dopo Cristo. Il documento quindi non sarebbe opera di Artemidoro ma trascrizione successiva della sua opera. La notizia è stata resa nota ieri a Berlino dal dal direttore del laboratorio, Pier Andrea Mandò.
Un'altra importanze misurazione è stata effettuata sull'inchiostro, con la tecnica della "Ion Beam Analysis": l'esperimento ha rivelato che il Papiro non è stato scritto con un inchiostro metallo-gallico (basato cioè su sali metallici), ma con un inchiostro organico. L'analisi è stata effettuata in maniera assolutamente non-distruttiva, grazie alla tecnica con microfascio a scansione.
Il laboratorio Labec ha un'esperienza di oltre vent'anni nel campo delle tecniche nucleari applicate a beni culturali di enorme prestigio, fra cui dipinti, reperti archeologici, reliquie e scritti antichi. Oltre al Papiro di Artemidoro, tra le opere studiate ci sono tanti altri capolavori. Il laboratorio dell'Infn può vantare una fama a livello mondiale per quanto riguarda le tecniche nucleari basate sull’uso di un acceleratore di particelle.
Il Labec è dotato di macchinari estremamente avanzati. Tra questi c'è un moderno acceleratore di particelle di tipo Tandetron, da 3 milioni di Volt di tensione di terminale, progettato appositamente sia per misure di spettroscopia di massa con acceleratore (che servono in particolare per le datazioni col metodo del carbonio-14), sia per le cosiddette analisi con fasci ionici, Ion Beam Analysis (Iba), che servono per scoprire di quali elementi chimici è composto un materiale senza comprometterlo.



