Storia e filosofia

La chirurgia estetica dei Romani

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RIMINI -- Pensavate che la chirurgia estetica fosse solo una moda nata ai giorni nostri? Ebbene non è così. Sono stati ritrovati a Rimini 150 attrezzi usati dai chirurghi dell'antico Romano Impero, circa 1.800 anni fa. La "Domus del chirurgo" è stata inaugurata Venerdì scorso dopo 17 anni di restauri e rappresenta la più importante scoperta di questo genere.

Gli attrezzi portati alla luce sono molto simili a quelli odierni. Bisturi, pinze, scalpelli, sonde, bilance e vasi usati per la preparazioni e la conservazione dei medicinali. Tutti srumenti che chiariscono in modo esemplare come il chirurgo lavorasse e che tipo di operazioni portasse avanti nel terzo secolo dopo cristo.

"Da un primo studio sugli attrezzi ritrovati, è possibile affermare che il modo di lavorare dei chirurghi antichi non era molto diverso da quelli di oggi. - ha spiegato Ralph Jackson, professore e curatore della collezione romano-britannica del British Museum di Londra - Con un'eccezione singolare, spesso i migliori dottori si recavano a casa dei pazienti per effettuare importanti operazioni".

Diversi gli oggetti "strani" scoperti. Come un raro atrezzo di ferro che molto probabilmente serviva per estrarre le punte delle frecce dalle ferite. Oppure uno strumento di ceramica a forma di piede che probabilmente oggi sarebbe usato da un callista.

Inoltre alcuni attrezzi suggeriscono che il chirurgo era solito preparare una sorta di anestetico, realizzato con diverse piante, come il il giusquiamo, il papavero e la madragola bianca (la cui radice, in passato, si riteneva fosse dotata di virtù magiche e poteri afrodisiaci).

La stanza delle operazione era molto simile ai moderni ambulatori. Completa di tavolo e con una sedia dallo schienale alto dove si sedeva il dottore e un lettino lungo su cui si sdraiava il paziente.

Elisabetta Moretti


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